“Lo so che ci sto pensando troppo… ma non riesco a smettere.” È una frase che nei nostri studi di psicoterapia a Firenze sud e online ascoltiamo spesso. A volte detta con un sorriso, altre con stanchezza. L’overthinking, il pensare troppo, non è solo un’abitudine mentale, è un’esperienza che può diventare faticosa, ingombrante, a tratti paralizzante.
Quando il pensiero smette di aiutare
Pensare è una risorsa ci permette di orientarci, di dare senso a quello che accade, di prendere decisioni. Ma quando il pensiero cambia funzione, lì diventa un problema. Non serve più a comprendere, ma a controllare. Non apre possibilità, ma le restringe. Si entra in un circolo che molti riconoscono:
- ripensare continuamente a una conversazione
- immaginare scenari futuri, spesso negativi
- cercare “la risposta giusta” senza trovarla mai davvero
E più si prova a risolvere, più il problema sembra complicarsi.
Il paradosso dell’overthinking
Il paradosso è questo: pensiamo troppo proprio perché vogliamo stare meglio. Cerchiamo certezze, vogliamo evitare errori, desideriamo sentirci al sicuro. Così succede che più analizziamo, più emergono nuove possibilità (e nuovi dubbi); più cerchiamo di prevedere, più ci accorgiamo di non poter controllare tutto; più vogliamo “capire fino in fondo”, più perdiamo il contatto con ciò che sentiamo davvero Il problema nasce quando il pensiero si irrigidisce, quando diventa l’unico modo possibile di affrontare ciò che viviamo.
In quei momenti, si perde il contatto con l’esperienza diretta, con le emozioni, con il corpo con ciò che sta accadendo qui e ora.
Ecco allora che dobbiamo tornare in contatto con noi stessi.
“Pensare troppo ha la sua funzione”
Ognuno di noi costruisce il proprio modo di vedere il mondo, sulla base della propria storia, delle relazioni, delle esperienze vissute. In quest’ottica, l’overthinking non è un difetto da eliminare, ma un tentativo – spesso molto coerente – di dare senso a ciò che accade.
Ad esempio: se ho imparato che sbagliare è pericoloso, penserò molto prima di agire; se ho vissuto situazioni imprevedibili, cercherò di anticipare tutto ecc.
Il punto, allora, non è “smettere di pensare”, ma comprendere che funzione ha quel pensiero nella nostra esperienza.
Come si esce dall’overthinking? 3 idee prima di fare terapia
Non esiste una tecnica valida per tutti, ma ci sono 3 cose che possono fare la differenza.
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Spostare la domanda
Da “come faccio a smettere di pensare?” a “cosa sto cercando di ottenere pensando così tanto?”
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Riconoscere il bisogno sotto al pensiero
Il pensiero spesso è solo la superficie. Allora possiamo chiederci “Di cosa ho bisogno?” Sicurezza? Controllo? Conferma?…
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Tornare al presente (in modo concreto)
Rimani nel qui e ora. Ascolta il respiro. Percepisci il tuo corpo. Porta l’attenzione a ciò che stai facendo in questo momento…
Quando chiedere un aiuto
Se il pensiero diventa così presente da:
- togliere spazio alla vita quotidiana
- creare ansia o blocco nelle decisioni
- far sentire “intrappolati”
- può essere utile confrontarsi con un professionista.
Una psicoterapia può ampliare le possibilità di lettura, di esperienza, di scelta.
La domanda, forse, non è “come smettere?”, ma: “posso iniziare ad ascoltarmi anche oltre il pensiero?” E da lì, piano piano, qualcosa cambia.
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- Dott.ssa Valentina Benoni Degl’Innocenti, psicologa e psicoterapeuta (tel. 333.9639733)
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