Un figlio, specie un adolescente, non è mai “portato” per rispettare le regole dei genitori. È fisiologico e…sano. Tuttavia, è importante che il genitore riesca a dettare i confini normativi, che sappia reggere il confronto e che trovi il modo per definire ciò che va bene e ciò che non va bene fare.
Se si osservano le famiglie che chiedono una consulenza si possono sintetizzare 10 motivi per i quali i figli non rispettano le regole. Vediamo quali.
10 motivi per cui i figli non rispettano le regole
- Compiacenza. Quando una regola viene rispettata solo per far piacere ai genitori non si trasforma in presa di coscienza e di fatto non serve a nulla rispetto alla costruzione della propria identità. Viceversa anche il genitore può risultare compiacente rispetto ai figli rinunciando ad esercitare la propria autorevolezza: anche in questo caso la lassità che ne deriva non aiuta il figlio a crescere.
- Troppe regole. L’eccessiva quantità di regole impedisce al figlio di ricordarle, gerarchizzarle, dare loro valore. Troppe regole creano inoltre il meccanismo della deresponsabilizzazione.
- Incoerenza. A volte un genitore dice una cosa e ne fa un’altra, sia come esempio sia come richiesta normativa al figlio. Altre volte sono i genitori che danno indicazioni l’un l’altro contrarie. In ogni caso l’incoerenza genera confusione, lassità, deresponsabilizzazione.
- Spiegazioni sommarie. Se la regola è data con un linguaggio confuso, interpretabile, troppo generico non riesce a creare quel confine normativo che funge da contenitore protettivo, da base sicura.
- Timing sbagliato. Mettere una regola al momento sbagliato, quando il figlio è arrabbiato o quando da genitori si è sopraffatti da emozioni intense, crea una interferenza che non rende la regola né comprensibile né attuabile.
- Imposizione. Le regole risultano ingiuste quando sono perentorie e calate dall’alto, quando cioè tolgono la libertà e la spontaneità ai figli. Il risultato è sempre una generica reazione avversa alla regola, a volte estesa a tutte le regole.
- Effetto “povera stella”. Quando il genitore non dà regole chiare per timore di far male ai figli il risultato è quello di privarli di un confine rassicurante e protettivo e perciò si danno loro i mezzi per poter esplorare il mondo serenamente.
- Ricatto. Le regole basate sul ricatto sono destinate a fallire. Con loro è destinata a fallire anche la relazione genitore-figlio.
- Minaccia. La paura impedisce ai figli di avere coscienza del significato della regola. Da un lato la minaccia crea il piacere del proibito, dall’altra svuota la relazione genitore-figlio dello spirito di collaborazione, tendendo a creare figli insicuri.
- Punizione. Associare le regole alla punizione significa per il figlio sentirsi in trappola, viversi un grande senso di colpa, obbedire, nella migliore delle ipotesi, solo per evitare il castigo.
Conclusioni
Le regole vanno sapute dare. Sono importanti. Quando il genitore è autorevole, grazie ai confini normativi favorisce l’esplorazione del mondo nei figli e permette loro di sapere ciò che si può e ciò che non si può fare; crea margini di libertà sufficienti e fa vivere le regole non come una prigione, ma come i bordi di una pagina tutta da scrivere.
E tu, sai dare le regole?
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