Psicomotricità funzionale
La psicomotricità funzionale, disciplina e metodologia nata grazie a Jean Le Boulch, che ha preso avvio dalla psicocinetica, è intesa come una pedagogia del movimento, rivolta alla persona e non al malato, non al sintomo o alla difficoltà specifica, educativa e non terapeutica, che mira allo sviluppo dell’individuo nel rispetto delle più diverse peculiarità con cui essa si testimonia.
Il rispetto della globalità e dell’unità psicofisica dell’individuo obbliga ad integrare ed armonizzare gli aspetti emotivi con quelli funzionali, ad incidere per mezzo del corpo sulla personalità, a legare l’inconscio alla dimensione energetica del comportamento.
Un educare il corpo attraverso il movimento, migliorare per vie elettive atteggiamenti e comportamenti utili per un esprimersi e un comunicare efficace e testimoniale di sé, per aiutare la persona a gestire e modulare un’espressività in relazione alle emozioni e alle tensioni, fino ad acquisire una conoscenza di se stessi ed una disponibilità affine alle competenze operative.
La Psicomotricità funzionale aiuta la persona, sia essa in difficoltà o meno, a valorizzare le proprie risorse per mezzo del movimento in un insieme strutturato in modo da favorirne l'equilibrio dei sistemi funzionali, arricchirne lo sviluppo corporeo, modulare tutte le sue espressioni, accrescerne l'abilità e la stabilità emotiva interessandosi ad essa più che all'esercizio. Basandosi sul concetto di trasversalità dell'educazione tramite il movimento, aiuta coloro che possono essere compromessi nelle funzioni motorie, sensoriali, cognitive e psico-affettive, utilizzando le funzioni integre o alternative e valorizzando sempre più le risorse personali, fino a consentire l'acquisizione di una disponibilità corporea idonea allo sviluppo di competenze operative, il mantenimento dell'unità e della coerenza della propria persona psichica e sociale.
La disciplina e la metodologia dello psicomotricista funzionale hanno lo scopo di aiutare il soggetto a scoprire le proprie risorse, a riconiugarsi alla spontaneità e allo spirito d’iniziativa, e alle funzioni di prontezza e di aggiustamento. Un’educazione efficace delle funzioni, integrata da abilità nell’accoglienza e nell’accompagnamento, che corrisponde al carattere operativo ed affettivo del movimento, la cui espressività diventa comunicazione testimone di ciò che il corpo sente e partecipa.
Tratto da Pesci, G. (2011). La psicomotricità funzionale: Scienza e metodologia. Roma: Armando.
Il rispetto della globalità e dell’unità psicofisica dell’individuo obbliga ad integrare ed armonizzare gli aspetti emotivi con quelli funzionali, ad incidere per mezzo del corpo sulla personalità, a legare l’inconscio alla dimensione energetica del comportamento.
Un educare il corpo attraverso il movimento, migliorare per vie elettive atteggiamenti e comportamenti utili per un esprimersi e un comunicare efficace e testimoniale di sé, per aiutare la persona a gestire e modulare un’espressività in relazione alle emozioni e alle tensioni, fino ad acquisire una conoscenza di se stessi ed una disponibilità affine alle competenze operative.
La Psicomotricità funzionale aiuta la persona, sia essa in difficoltà o meno, a valorizzare le proprie risorse per mezzo del movimento in un insieme strutturato in modo da favorirne l'equilibrio dei sistemi funzionali, arricchirne lo sviluppo corporeo, modulare tutte le sue espressioni, accrescerne l'abilità e la stabilità emotiva interessandosi ad essa più che all'esercizio. Basandosi sul concetto di trasversalità dell'educazione tramite il movimento, aiuta coloro che possono essere compromessi nelle funzioni motorie, sensoriali, cognitive e psico-affettive, utilizzando le funzioni integre o alternative e valorizzando sempre più le risorse personali, fino a consentire l'acquisizione di una disponibilità corporea idonea allo sviluppo di competenze operative, il mantenimento dell'unità e della coerenza della propria persona psichica e sociale.
La disciplina e la metodologia dello psicomotricista funzionale hanno lo scopo di aiutare il soggetto a scoprire le proprie risorse, a riconiugarsi alla spontaneità e allo spirito d’iniziativa, e alle funzioni di prontezza e di aggiustamento. Un’educazione efficace delle funzioni, integrata da abilità nell’accoglienza e nell’accompagnamento, che corrisponde al carattere operativo ed affettivo del movimento, la cui espressività diventa comunicazione testimone di ciò che il corpo sente e partecipa.
Tratto da Pesci, G. (2011). La psicomotricità funzionale: Scienza e metodologia. Roma: Armando.