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Secondo le statistiche un quarto dei lavoratori italiani dichiara di sentirsi stressato a causa del lavoro.  Secondo una definizione fatta propria anche dalle leggi in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, lo stress lavoro correlato è la percezione di squilibrio avvertita da un lavoratore quando sente che le richieste dell’ambiente lavorativo eccedono le capacità individuali per fronteggiarle. Lo stress percepito dai lavoratori, tuttavia, non è solo quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro. Esistono infatti numerose situazioni nella quali le caratteristiche dell’ambiente e del contesto non sono di per sé fonte di stress, ma allo stesso tempo il lavoratore percepisce una situazione non più o non del tutto tollerabile.

Stress, mobbing e burnout
Prima di vedere quali sono gli errori più comuni che compie un “lavoratore stressato” e quali sono le caratteristiche comuni che lo contraddistinguono è bene ricordare che quando si parla di stress nel posto di lavoro non si parla né di mobbing né di burnout.

  • Il Mobbing è, infatti, una persecuzione sistematica messa in atto da una o più persone allo scopo di danneggiare chi ne è vittima fino all’esclusione dal posto di lavoro. Sebbene a livello di manifestazioni del disagio psicologico gli effetti del mobbing non siano così diversi da quelli dello stress, la situazione che lo genera è ben diversa: nello stress manca la componente di intenzionalità che è invece elemento peculiare del mobbing.
  • Il Burnout, invece, è l’esito “patologico” di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, attraverso un meccanismo di eccessiva immedesimazione nei confronti degli assistiti.

Gli “errori” del lavoratore stressato

  • La sindrome del supereroe: pensare di far tutto, farlo bene e magari farlo subito indebolisce il sistema immunitario e non permette all’organismo di “staccare”.
  • Non saper dire di no: accontentare tutti, meno che se stessi è una situazione molto frequente nelle persone che a fine giornata non ne possono più.
  • Multitasking: fare più cose contemporaneamente è inutile e dannoso in quanto cercando di portare a termine più cose contemporaneamente fa innalzare i livelli di cortisolo, il cosiddetto  “’ormone” dello stress.
  • Continue distrazioni: secondo alcune ricerche distrarsi continuamente per controllare elementi accessori rispetto al lavoro (fb, il cellulare ecc.) contribuisce ad alimentare lo stress in quanto per una distrazione di qualche minuto il nostro cervello impiega molto più tempo per riconnettersi al compito lavorativo.
  • Non attribuire priorità: portare a termine i compiti in modo casuale e non basandosi su una gerarchia di priorità alimenta lo stress in quanto il lavoratore non può predire efficacemente il tempo specifico per ciascun compito trovandosi ad affrontare situazioni di importanza diversa con tempi a disposizione simili.

Caratteristiche personali comuni
Ci sono modi di essere che possono predisporre più di altri a percepire un alto quantitativo di stress. I più comuni tra questi sono:

  • Tendenza ad essere competitivi
  • Tendenza a super-lavorare
  • Idea prevalente di sbrigarsi e fare tutto  e velocemente
  • Difficoltà a tollerare l’attesa
  • Tendenza a vivere i rapporti umani con aggressività
  • Desiderio di riconoscimento sociale

Persone con queste caratteristiche quando percepiscono un stress elevato, tendono a comportarsi in maniera iperattiva raddoppiando gli sforzi lavorativi e ciò può innescare un circolo vizioso dal quale è faticoso uscire.

Kit base di “pronto-soccorso” per lavoratori stressati

  1. Imparare a delegare: il bisogno di controllo ha come conseguenza la difficoltà a delegare, a dare fiducia a che gli altri possano portare a compimento i loro compiti. Delegare permette di alleggerirsi e di conseguenza aumenta le possibilità di vedere l’importanza specifica di ciascun compito e le priorità con cui affrontare il lavoro.
  2. Prendersi del tempo: rallentare, allentare i vincoli  e i doveri, vivere il tempo presente anziché rincorrere un futuro inafferrabile può essere la chiave per  non sentirsi privi di energia.
  3. Dedicarsi ad attività alternative: svolgere attività creative o avere un hobby serve a ricaricare le batterie e a permettere alla persona di avere spazi per se stessa.
  4. Essere indulgenti con se stessi: la perfezione non esiste e rincorrerla è un po’ come combattere contro i mulini a vento, affascinante sì, quanto inutile.
  5. Recuperare umorismo: l’umorismo può essere una strategia di fronteggiamento dello stress soprattutto perché consente di distaccarsi maggiormente dalle cose tanto da dare loro l’importanza che meritano.

Conclusioni
Capiti gli errori? Ti riconosci nelle caratteristiche del lavoratore stressato? Prova a mettere in pratica le idee proposte o, almeno, quelle che ritieni adatte a te.
​Se vuoi invece, una consulenza specialistica per vivere più serenamente il tuo ambiente di lavoro contatta il dott. Simone Pesci o la dott.ssa Ventina Benoni Degl’Innocenti e fissa con uno di loro un appuntamento per “ripartire”.

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