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La transizione alla genitorialità può essere vissuta in termini totalmente positivi, ma può anche essere uno dei cambiamenti più stressanti e stimolanti della vita. Senza dubbio la nascita del primo figlio trasforma lo stile di vita delle coppie e costringe a fare dei cambiamenti significativi nelle loro dinamiche e funzioni per adattarsi al loro nuovo ruolo di genitori. In effetti la genitorialità non è un evento, ma un processo che ha inizio con la pianificazione, prosegue con la gravidanza e termina, si fa per dire, alcuni mesi dopo la nascita.

Cosa succede con la nascita del primo figlio
La soddisfazione nel rapporto coniugale diminuisce con la nascita del primo figlio: durante la transizione alla genitorialità la coppia va incontro a profonde trasformazioni che riguardano le dinamiche coniugali e le dinamiche di co-genitorialità (Bauchard, 2014). Le persone sperimentano cambiamenti nel ruolo di vita, sviluppano una fatica cronica, devono sostenere maggiori oneri finanziari e gestire il conflitto lavoro-famiglia, sentono aumentare lo stress, vanno incontro ad una diminuzione dei rapporti sessuali e di scambi intimi, devono riorganizzare il tempo libero e fronteggiare un numero crescente di conflitti. Mediamente, secondo le ricerche, questo è comune alla maggior parte delle coppie che diventano coppie genitoriali (Lowernce et al., 2008).
Il benessere psicologico nelle coppie cambia durante le diverse fasi della genitorialità: i cambiamenti sono spesso vissuti in termini negativi e possono variare nelle varie fasi della transizione arrivando in genere a stabilizzarsi dopo un anno e mezzo dalla nascita del bambino. Se ben affrontata, la transizione porta ad un arricchimento di entrambi i partner e della coppia coniugale, avendo ricadute positive anche sul figlio. Se invece la cosa sfugge di mano può succedere che le insoddisfazioni si cronicizzino con conseguenze negative sui singoli membri della famiglia e sul sistema nel su complesso.

Quando intervenire?
Numerose ricerche (Zambianchi, 2012; Riera e Silva, 2016) sostengono che non è bene ignorare i segnali di difficoltà e che un aiuto professionale psicologico, preferibilmente di coppia, può rappresentare un’opportunità per cogliere la transizione in modo positivo. Non vi sono dubbi rispetto al fatto che i momenti più critici in genere riguardano i primi due anni di vita del bambino. Tuttavia, motivi diversi (cambiamenti fisiologici legati alle varie fasi del ciclo di vita dei figli, eventi critici, problematiche personali o dei figli ecc…) possono sempre far vivere difficoltà nel ruolo genitoriale. In questi periodi di crisi o difficoltà percorsi mirati possono ridurre lo stress e l’ansia e dare modo ai partner e alla coppia di (ri-)costruire un senso coerente della propria narrativa di vita. L’elaborazione della perdita rispetto a certe dimensioni del sé pre-nascita e della transizione alla genitorialità, attuate attraverso un percorso orientato alla costruzione/ricostruzione di significato possono aiutare la coppia a trasformare gli elementi di una potenziale crisi in un luogo di crescita e sviluppo.

Come funziona il Sostegno alla Genitorialità centrato sulla (Ri-)costruzione di significato
Un percorso di questo tipo può essere fatto individualmente da ciascuno dei due neo-genitori o, meglio, in coppia. Si tratta di fare alcuni incontri, in genere da 10 a 20, il cui focus prevalente è l’elaborazione di ciò che è stato perso con la nascita del figlio e il senso che il cambiamento ha per i singoli genitori e per la coppia nel suo insieme.
Non di rado a seguito di questi incontri qualche genitore sente l’esigenza di approfondire attraverso un percorso di psicoterapia individuale i modo che ha di relazionarsi con se stesso e con gli altri. Tuttavia, il sostegno alla genitorialità ha un focus specifico e un tempo circoscritto.
Facendo riferimento al modello L.M.I.R (Loss’s Meaning Intersubjective Reconstruction), un percorsi di sostegno alla genitorialtà si snoda in quattro fasi distinte:

  1. Analisi della domanda e Assessment: è la fasi in cui ci si confronta sulle aspettative e i bisogni di cambiamento legati alla transizione
  2. Individuazione degli obiettivi: è la fase in cui si costruiscono insieme gli obiettivi di cambiamento
  3. Crescita: è la fase centrale in cui il lavoro si focalizza sul dare spazio ed evoluzione alle emozioni e alla ricerca di significato in riferimento ad eventi di vita quotidiana e nel qui e ora
  4. Futuro: è l’ultima fase, caratterizzata dalla necessità di elaborare il lutto della fine del percorso, prepararsi per le sfide successive, avendo fiducia nelle proprie risorse.

Se il periodo di transizione alla genitorialità ti sembra stressante o frustrante, contattaci per avere ulteriori informazioni o fissare un appuntamento per progettare insieme il percorso di sostegno più adatto a te.

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