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1.Cosa fare se una persona in depressione dorme troppo?
Il sonno generalmente aiuta la persona a ridurre il tempo passato a soffrire. Quindi è bene non interferire troppo con questa modalità di difesa e permettere a chi soffre di depressione di dormire tutto il tempo che il suo organismo considera necessario. È tuttavia importante fornire stimoli affinché si possa mantenere un elevato livello di vigilanza durante il giorno.

2.Cosa fare se una persona in depressione non dorme?
Di per sé l’insonnia non è una malattia, bensì un sintomo con cui si manifesta la depressione. Se la persona sta assumendo farmaci per la depressione o comunque è in corso una terapia è bene non far assumere senza il consenso degli specialisti farmaci contro l’insonnia.

3.È depresso: deve continuare a lavorare?
Dipende. La gravità della depressione a volte è tale da rendere quasi impossibile l’attività lavorativa e addirittura consente l’assistenza economica INPS. Quando la depressione non è invalidante o è in fase di miglioramento il lavoro può essere un ulteriore stimolo per superare il momento negativo oppure viceversa può peggiorare la situazione.

4.Una persona in depressione è pericolosa?
Una persona che sta vivendo un periodo di depressione è pericolosa quanto una persona che sta bene. Sono rare e generalmente prevedibili le situazioni in cui una persona in depressione, specie se in terapia, può essere un pericolo per gli altri.

5.Cattive notizie: parlarne o nasconderle?
Come regola generale è bene che la persona in depressione sia informata di tutto, anche delle cose spiacevoli. Certamente occorre calibrare i tempi e i modi della comunicazione in base alle caratteristiche di chi riceve la notizia.

6.Cosa fare quando dice di volersi ammazzare?
Non è facile rispondere a questa domanda. Quando una persona che soffre di una “depressione” lieve o moderata, manifesta il desiderio di cambiare e partecipa ai percorsi terapeutici, i pensieri di morte che possono pur essere presenti non costituiscono comunemente un motivo di reale preoccupazione.
Se oltre i pensieri di morte la persona parla saltuariamente e in modo non dominante di potersi togliere la vita è probabile che non vengono attuati veri e propri tentativi. In questo caso però possono essere messi in atto comportamenti di tipo dimostrativo.
Ci sono poi situazioni ad alto rischio, quando cioè la sintomatologia è grave, la persona non sembra mostrare intenzione di partecipare alle terapia, ci sono tentativi di suicidio pregressi o modalità relazionali aggressive e/o impulsive. In questi casi il rischio è reale e devono essere avvertiti tempestivamente gli specialisti.

7.In caso di depressione a chi rivolgersi?
Due sono gli specialisti che si occupano a pieno titolo di depressione: lo psichiatra e lo psicoterapeuta. Lo psichiatra è il medico specialista che ha il compito di decidere l’intervento farmacologico più adatto a tenere sotto controllo o a diminuire la sintomatologia. Lo psicoterapeuta è lo specialista che si occupa di aiutare la persona ad attivare un cambiamento profondo tale da far superare il periodo critico e da gettare le basi per un benessere duraturo e stabile anche a medio-lungo termine.
Frequentemente psichiatra e psicoterapeuta lavorano contemporaneamente proponendo in modo combinato una cura farmacologica e una psicoterapeutica.

Il nostro Centro è altamente professionalizzato nell’aiuto a persone che si sentono depresse e nel supporto ai loro familiari. Contattaci attraverso il form o telefonando direttamente ai nostri professionisti. In questa particolare “area” ti suggeriamo:

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