Cibo e comportamento alimentare
Il cibo e la sua condivisione assumono significati particolari per l’individuo, il gruppo, la società. Per sua natura il cibo racchiude un senso simbolico e relazionale che va oltre il valore nutritivo e la necessità fisica di alimentarsi, infatti è veicolo non solo di sostentamento, ma anche di piacere, affetto, convivialità ecc. Per le sue valenze socio-culturali e per il significato psicologico che gli viene attribuito riveste un ruolo di straordinaria importanza per l’essere umano, soprattutto per ciò che riguarda le relazioni interpersonali e la percezione di sé.
Per molte persone il rapporto con il cibo si trasforma però in uno strumento per comunicare agli altri il proprio disagio o per compensare, attraverso la gestione del proprio peso corporeo, sentimenti interiori di scarso valore, scarsa amabilità o delusione. I disturbi nel comportamento alimentare (che comprendono non soltanto anoressia e bulimia, ma anche alimentazione incontrollata e obesità) riguardano disagi caratterizzati da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo: in queste situazioni la valutazione delle persone si concentra esclusivamente sul peso e/o sull’aspetto fisico strutturando un’alterata visione del corpo e delle sue forme sulla quale si basa la stima di sé. Tutto ciò serve a chi ha problemi nel comportamento alimentare a sentire di poter spostare sul cibo il controllo che pensa di non avere sulla propria vita.
Come è facile intuire, non è sufficiente considerare il sintomo, ma occorre che l’individuo che richiede aiuto per problemi alimentari, possa essere sostenuto nel processo di scoperta di se stesso, di quelle componenti che lo hanno portato all’esito conclamato, in modo che possa iniziare una nuova e diversa narrazione di sé.
Per molte persone il rapporto con il cibo si trasforma però in uno strumento per comunicare agli altri il proprio disagio o per compensare, attraverso la gestione del proprio peso corporeo, sentimenti interiori di scarso valore, scarsa amabilità o delusione. I disturbi nel comportamento alimentare (che comprendono non soltanto anoressia e bulimia, ma anche alimentazione incontrollata e obesità) riguardano disagi caratterizzati da un alterato rapporto con il cibo e con il proprio corpo: in queste situazioni la valutazione delle persone si concentra esclusivamente sul peso e/o sull’aspetto fisico strutturando un’alterata visione del corpo e delle sue forme sulla quale si basa la stima di sé. Tutto ciò serve a chi ha problemi nel comportamento alimentare a sentire di poter spostare sul cibo il controllo che pensa di non avere sulla propria vita.
Come è facile intuire, non è sufficiente considerare il sintomo, ma occorre che l’individuo che richiede aiuto per problemi alimentari, possa essere sostenuto nel processo di scoperta di se stesso, di quelle componenti che lo hanno portato all’esito conclamato, in modo che possa iniziare una nuova e diversa narrazione di sé.