Mio figlio non crede in se stesso
Spesso alcuni genitori riferiscono che il proprio figlio mostra un senso di inferiorità, dice di essere inadeguato nei confronti dei coetanei o delle richieste genitoriali oppure, al contrario, mostra orgoglio e comportamenti aggressivi e prepotenti; si isola, ha pochi amici e teme di entrare nei contesti sociali, difficilmente accetta il contatto corporeo né sostiene uno sguardo; è eccessivamente dipendente da mamma e babbo oppure si mostra totalmente ed eccessivamente autonomo. Altre volte viene descritto come insicuro, un bambino che teme di sbagliare o che riesce a controllare difficilmente le proprie emozioni, specie quelle negative, avvilendosi o reagendo malamente.
Tutte queste descrizioni hanno un denominatore comune: la bassa autostima e le difficoltà personali e relazionali conseguenti. Tutto ciò è motivo di preoccupazione per quei genitori che sono attenti e pronti a cogliere i segnali di aiuto che invia il proprio figlio e dunque si sentono chiamati a fronteggiare la situazione prima che sia troppo tardi. Già nelle mura domestiche mamma e babbo possono sottolineare gli aspetti positivi, riconoscendo il figlio prima di tutto come persona degna di stima e fiducia. Se l’impegno familiare non è sufficiente a modificare la situazione di invilimento, occorre un intervento specializzato che, facendo leva su metodi e tecniche specifici, può rafforzare la valutazione positiva di sé, la volontà, la determinazione e il desiderio di vivere la vita con entusiasmo. Tutti aspetti fondamentali per rendere il bambino un individuo stabile e forte nell’affrontare le sfide del presente e del futuro.
da Il Reporter (settembre 2011)
Tutte queste descrizioni hanno un denominatore comune: la bassa autostima e le difficoltà personali e relazionali conseguenti. Tutto ciò è motivo di preoccupazione per quei genitori che sono attenti e pronti a cogliere i segnali di aiuto che invia il proprio figlio e dunque si sentono chiamati a fronteggiare la situazione prima che sia troppo tardi. Già nelle mura domestiche mamma e babbo possono sottolineare gli aspetti positivi, riconoscendo il figlio prima di tutto come persona degna di stima e fiducia. Se l’impegno familiare non è sufficiente a modificare la situazione di invilimento, occorre un intervento specializzato che, facendo leva su metodi e tecniche specifici, può rafforzare la valutazione positiva di sé, la volontà, la determinazione e il desiderio di vivere la vita con entusiasmo. Tutti aspetti fondamentali per rendere il bambino un individuo stabile e forte nell’affrontare le sfide del presente e del futuro.
da Il Reporter (settembre 2011)