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1. La depressione è una malattia?
Per quanto esistano alcuni fattori biologico-genetici predisponenti, è il modo con cui gli individui leggono le situazioni di vita che dà luogo al manifestarsi dei sintomi depressivi. La depressione è un disturbo del tono dell’umore. Considerarlo una malattia è una forzatura riduttiva che cerca di sollevare la persona depressa (e anche certi professionisti) dalla responsabilità del proprio cambiamento.

2. Esiste la depressione infantile?
La depressione si può manifestare ad ogni età. Le fasi in cui la persona affronta dei cambiamenti che può leggere come perdita di qualcosa possono rendere più problematico il naturale adattamento. Comunemente adolescenza, età adulta, la cosiddetta “mezza età” e l’inizio della senescenza costituiscono per molti, se non per tutti, fasi di transizione dove il proprio ruolo deve essere messo in discussione. Tuttavia, anche nella prima infanzia si po’ parlare di depressione sebbene le manifestazioni del disagio siano un po’ diverse da quelle di altre età.

3. Esistono diversi tipi di depressione?
I manuali diagnostici distinguono la depressione maggiore (caratterizzata da umore depresso, anedonia, apatia ecc.), il disturbo depressivo persistente o disturbo distimico ( caratterizzato da un umore depresso cronico, che si manifesta quasi tutti i giorni, per almeno due anni), il disturbo da disregolazione dell’umore dirompente (caratterizzato da  irritabilità e scatti di rabbia e aggressività frequenti), il disturbo disforico premestrule, i disturbi bipolari. Per quanto ci riguarda non esiste una persona uguale ad un’altra e quello che veramente conta è il modo con cui vengono costruiti soggettivamente gli eventi e le situazioni.

4. Ansia e depressione possono essere contemporaneamente presenti?
Spesso sintomi ansiosi si accompagnano a sintomi depressivi. In alcuni casi, si parla addirittura di disturbo ansioso-depressivo quando cioè le due componenti sono presenti pressappoco in egual misura.

5. Le diete possono causare depressione?
Diete fatte male possono alterare l’equilibrio psicofisico rendendo le persone più vulnerabili e quindi aumentando i rischi di manifestare sintomi depressivi. C’è da dire però che spesso la dieta è la sottolineatura formale di una transizione vissuta con angoscia, un passaggio che, dieta o non dieta, la persone può trovare difficile affrontare.

6. L’eccesso di lavoro può causare la depressione?
Quando il lavoro o lo studio non consentono un sufficiente riposo in genere ci sono compromissioni del benessere fisico e psichico. Impegnarsi molto o troppo sul lavoro può essere di per sé una modalità di funzionamento “depressivo”: nel tentativo di essere apprezzata o gratificata la persona può moltiplicare gli sforzi a tal punto da attribuire al risultato la ragione della propria amabilità o del proprio valore. Mancanza di gratificazione, conflitti, insuccessi ecc. possono far crollare facilmente il castello di carte.

7. Quali sono le terapia della depressione?
Psicoterapia e farmacoterapia sono i mezzi (che non si escludono fra di loro) con cui si può affrontare professionalmente la depressione. L’intervento farmacologico è orientato alla modifica del sintomo e mira a riequilibrare il tono dell’umore nel tentativo di far ripartire il naturale movimento della persona. La psicoterapia mira ad un cambiamento del modo di vedere se stessi e il mondo, con l’obiettivo di modificare i motivi che stanno alla base del manifestarsi dei sintomi depressivi. Spesso psicoterapia e farmacoterapia sono abbinati per permettere una maggiore efficacia reciproca.

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